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"IL PUNTO" - Anno 2010

Punto 19
"Il 2010 è iniziato con una serie di interrogativi: segnerà la ripresa o continuerà il buio dell’anno precedente? I bilanci 2009, prevedibilmente non eccezionali (per usare un eufemismo..), manderanno in tilt i sistemi di rating delle banche, basati su Basilea 2? E il previsto “Basilea 3” aiuterà la concessione del credito o sarà ancora più “prociclica”? Non è certamente semplice rispondere. Il 2009, che si presentava “horribilis” per il credito alle PMI, in realtà a nostro avviso non è poi stato così “avaro” in tal senso. Certamente chi doveva assumere il rischio è stato più cauto, per cui i tempi per la valutazione possono essersi allungati, ed ha tenuto conto, oltre ai bilanci, anche di elementi più vicini alla gestione aziendale giorno per giorno. E’ arrivato poi il così detto Avviso comune, dell’Agosto 2009, che di fatto ha permesso la moratoria di un anno sui mutui, della quale hanno fruito migliaia di PMI, traendovi un po’ di “ossigeno”. In tale contesto 2009 Unionfidi ha cercato, come sempre, di fare il proprio dovere a supporto e servizio dei suoi Soci, ormai quasi 13.000. Abbiamo quindi rilasciato nuove garanzie per 310 milioni di euro, permettendo la liberazione, o il rinnovo, di finanziamenti per oltre 600 milioni di euro, mentre abbiamo permesso la proroga di un anno di rate di mutui per oltre 30 milioni. Il 2010 ha iniziato ad “ingranare” a fine Gennaio, con buoni volumi di operazioni accolte e la percezione che qualcosa, seppur timidamente, si sta muovendo. Certamente, come detto prima, arriveranno i bilanci 2009 che vedremo di “leggere”, ove possibile, in modo massimamente aperto, supportandoli con elementi andamentali e possibilmente chiari business plan che indichino strategie ed indirizzi dell’impresa. Accanto ad un’impegnativa attività operativa, il 2010 dovrà segnare per Unionfidi l’anno del passaggio allo status di intermediario vigilato da Banca d’Italia, unitamente ad una trentina di altri confidi Italiani. Come già detto più volte in questa sede, si tratta di un passaggio molto impegnativo, sia da un punto di vista patrimoniale (dovendo soddisfare, e continuare a farlo nel tempo, il coefficiente di previsto da Banca d’Italia), sia da un punto di vista organizzativo e di “compliance” con le varie normative cui i confidi sono sottoposti, ultima arrivata in ordine di tempo quella afferente la “trasparenza”, che ha necessariamente modificato il nostro usuale processo per la concessione delle garanzie. Per contro essere intermediario vigilato permetterà ai confidi, con garanzie che via via saranno più apprezzate dal sistema bancario, di supportare maggiormente le PMI socie, proprio in termini di maggior accesso al credito, ed a condizioni migliori. Queste in sintesi sono le prospettive, ed attese, di Unionfidi nel 2010, ed avremo modo di verificarle ed aggiornarle nei prossimi mesi, su questa pagina del nostro giornalino".

Punto 20
"In momenti difficili come questi, per l’economia in generale, ma soprattutto per le piccole e medie imprese – PMI, il ruolo dei Consorzi Garanzia Fidi – Confidi, ne risulta “esaltato”, correndo perfino il rischio di caricare lo stesso di “responsabilità sociali”, nei confronti delle PMI, che i Confidi non possono obiettivamente sostenere. Parliamo, ovviamente, di facilitare l’accesso al credito delle imprese, in un contesto caratterizzato dalle regole di “Basilea 2”, da bilanci d’esercizio usualmente non brillanti, e da una conseguente elevata selettività da parte delle banche a concedere il credito, a prescindere da quanto fare pagare lo stesso. I Confidi, e le loro garanzie (per lo più per il 50% del fido concesso dalla banca), nel 2009, ed anche ora, sono quindi sempre più “chiamati” ad intervenire per permettere una continuità produttiva del sistema. Invero l’assoluta prevalenza delle operazioni riguarda ora il breve termine, per il “circolante”, essendo purtroppo oramai da tempo affievolita l’esigenza del medio lungo, connessa a nuovi investimenti. La stessa Unionfidi nel 2009 ha rilasciato garanzie per circa 350 milioni di euro, considerando anche gli interventi a fronte delle “moratorie”, e l’attività di questi primi mesi del 2010 è altrettanto sostenuta. Occorre in merito, e con valenza generale per tutti i confidi, fare due osservazioni. La prima concerne il livello di rischiosità delle operazioni a fronte delle quali si interviene: inevitabilmente elevato (la banca altrimenti avrebbe proceduto senza garanzia…), e difficilmente “copribile” con l’entità delle commissioni che la PMI corrisponde al confidi per la garanzia. La seconda riguarda l’inevitabile deterioramento del portafoglio generale delle garanzie già rilasciate, con il connesso aumento di situazioni di default, e conseguente necessità di rimborsare le banche per la porzione di credito garantita. Solo un attento ricorso, quando possibile, alle entità di controgaranzia (Fondo Centrale; FEI,…) ha permesso e permette di gestire la situazione da un punto di vista economico e patrimoniale. Per i confidi questa situazione si “incrocia” inoltre con un momento epocale che li riguarda: la necessità (e non la scelta…) di divenire intermediari vigilati da Banca d’Italia ai sensi dell’articolo 107 del Testo Unico Bancario, dovendo quindi soddisfare precisi requisiti di patrimonio e di governance ed organizzazione, né più né meno delle più grandi banche. Unionfidi è in cammino in tale direzione, e conta di essere “patentato” entro l’Autunno. Per noi, come per tutti i confidi in genere, è senz’altro un grande “passo” che comporta una serie di responsabilità aggiuntive, ma che dobbiamo compiere. Ai connessi “sacrifici” dovranno evidentemente corrispondere dei vantaggi, non tanto per noi, ma per i nostri Associati, le PMI: le banche beneficiarie delle nostre garanzie le dovranno valutare ed “apprezzare” più di prima, e soprattutto dovranno tradurre tale nuovo atteggiamento in termini di maggior accesso al credito, e a condizioni migliori, per le PMI da noi garantite. Allo stesso tempo i Confidi, soprattutto quelli di matrice “Associativa”, dovranno entrare nell’ordine di idee che è ormai e arrivato il momento di una maggior collaborazione e sinergie, fino ad arrivare a vere e proprie fusioni, in modo da poter disporre di patrimonializzazioni più adeguate, una più significativa massa critica di attività, ed una maggiore capacità di gestire correttamente gli adempimenti e “compliance” cui sono richiesti dalla normativa. Questo, che andrà a tutto vantaggio del livello di servizio alle PMI associate, sarà in ogni caso possibile solo superando logiche …di campanile, che di fatto ad oggi si sono frapposte all’operazione. In ogni caso è nostro obiettivo darci appuntamento su queste pagine entro fine anno, per fare il punto sul”107” di Unionfidi, e forse altro…".